La lettera

la difficoltà

Da mesi io e la mia famiglia stiamo vivendo una situazione di difficoltà, data dal blocco sfratti.

l’esperienza

Di seguito vi racconto la nostra esperienza.
Nel 2017 veniva sottoscritto un contratto di locazione ad uso abitativo, regolarmente registrato, per la durata di anni tre con la scadenza nei primi giorni di febbraio 2020.
Nove mesi prima della scadenza del contratto (nel Giugno del 2019), mia madre in quanto proprietaria dell’immobile, ha inviato una raccomandata in cui comunicava all’inquilino la disdetta del contratto alla prima scadenza triennale, al fine di destinarlo ad uso abitativo a me, sua figlia. Sono seguite altre raccomandate destinate all’inquilino, per ricordargli l’intenzione di non voler rinnovare il contratto e per sollecitarlo ad abbandonare l’appartamento entro la data di scadenza del contratto.
Ci tengo a puntualizzare inoltre che l’inquilino ancora prima dello scadere del contratto, durante l’anno 2019, aveva già smesso di pagare diverse rate delle spese di condominio, che mia madre sta saldando per conto suo.

l’inquilino non libera l’appartamento

Durante la prima settimana di Febbraio, alcune settimane prima del lockdown e dell’emergenza Covid-19, è scaduto il contratto, ma l’inquilino non ha lasciato l’immobile. La mia famiglia, intuendo che ciò sarebbe potuto accadere, aveva preventivamente preso contatto con un avvocato che si è messo subito in moto per avviare tutte le pratiche necessarie allo sfratto una volta appurato che l’inquilino non aveva intenzione di liberarlo. Dopo la scadenza del contratto, l’inquilino, non solo è rimasto ad occupare in maniera impropria l’appartamento, ma ha definitivamente smesso di pagare tutte le spese condominiali e il canone di locazione.
Durante il lockdown, come tutti sappiamo, le udienze sono state sospese fino al 1° Luglio 2020.
Siamo così riusciti a fissare la prima udienza solo a fine Luglio. Ovviamente l’inquilino non si è presentato e l’esito dell’udienza si è concretizzato nella convalida dello sfratto per finita locazione con effetto solo dopo il 31 Dicembre 2020 a causa del “blocco sfratti”.
Questo è tutto quello che abbiamo potuto fare, a spese nostre e senza nessun sostegno da parte dello Stato.

il peggioramento

Intanto la situazione peggiora, ammontano sempre di più le spese condominiali che mia madre deve sostenere al posto di queste persone che, a tutti gli effetti, stanno occupando l’immobile. I mesi invernali saranno i peggiori perché alle spese condominiali e al mancato pagamento
dell’affitto mensile, si sommeranno le spese generate dai consumi per il riscaldamento che, nel caso di questo condominio, è centralizzato. A questa situazione disastrosa si aggiungono le spese legali e il versamento dell’IMU, già pagato da mia madre, ma oltretutto destinato ad
aumentare proprio perché, essendo il contratto di locazione scaduto, l’immobile risulta sfitto.

la certezza

Siamo ormai certi che non rientreremo mai della perdita economica di questi mesi, anche perché la situazione lavorativa degli inquilini appare poco chiara e sappiamo che non sarà possibile recuperare nessun genere di spesa.

il rammarico

Siamo rammaricati perché consapevoli che, in una situazione di normalità, saremmo rientrati in possesso dell’immobile molti mesi fa senza doverci sobbarcare questa quantità di spese e invece siamo stati costretti a protrarre questa situazione a causa di una decisione presa dal Governo, lo stesso che poi non ha cercato di aiutare i proprietari con sostegni diretti o riduzione delle tasse. Questa situazione di disagio ha colpito tutta la mia famiglia. La casa sarebbe stata destinata a me, che ho atteso con pazienza e sacrificio di poter andar a vivere lì e, al momento, sono costretta in affitto con un contratto in scadenza ad Aprile 2020 e una situazione lavorativa precaria, in quanto libera professionista che lavora nel campo della cultura e dello spettacolo, come sappiamo uno dei settori più in difficoltà oggi.

la speranza

L’unica nostra speranza è di poter rientrare quanto prima in possesso della nostra casa, stanchi di essere impotenti di fronte a questa situazione, stanchi di spendere lo stipendio di una famiglia per mantenere persone disoneste che si stanno approfittando di questa situazione di emergenza e stanchi di dover fare i salti mortali per pagare un affitto e sostenersi ogni mese in un periodo di difficoltà come quello che stiamo vivendo da quasi un anno.
Questa è la nostra testimonianza e, nonostante tutto, confidiamo che il Governo intervenga aiutando coloro che si trovano davvero in difficoltà, ma sostenendo anche i proprietari e sbloccando gli sfratti in tutte quelle situazioni in cui l’inquilino sta solo agendo in modo disonesto autorizzato dallo Stato.

La soluzione

La locazione di un immobile è un contratto rischioso che richiede una attenzione continua

  • alle persone coinvolte (locatore, conduttore, garanti, professionisti),
  • all’immobile (stato ed uso),
  • alla legge (contratto, verbali, moduli),
  • alle azioni (usi e procedure),
  • ai pagamenti (canone, spese, deposito cauzionale, garanzie, assicurazioni).

E’ evidente che risulta indispensabile

gestire la locazione in maniera completa e professionale affidandosi a

professionisti specializzati e associandosi a Confedilizia.

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