Giovane coppia
Siamo una giovane coppia di Brescia che nel 2018, armata di tanti progetti e sogni per il futuro, acquista la sua prima casa. E’ una villetta a due piani, al momento suddivisa in due appartamenti con ingresso separato, l’acquisto perfetto: per i primi anni avremmo affittato il piano di sopra per coprire parte dell’oneroso mutuo che altrimenti non ci saremmo potuti permettere (io studiavo, il mio compagno invece lavorava) e saremmo vissuti al piano di sotto; poi, quando la nostra famiglia fosse cresciuta, avremmo utilizzato per noi anche il secondo piano. La casa è vicino all’università, i potenziali locatori tantissimi.
il progetto
A settembre 2018 affittiamo per un solo anno le stanze del piano di sopra. Abbiamo deciso di affittare la singola stanza e non l’appartamento intero, e solo per un anno, pensando di essere più tutelati: se un inquilino non avesse pagato, come troppo spesso si sente, avremmo avuto le entrate delle altre due stanze per coprire le spese.
Lo stato attuale
Allo stato attuale, ottobre 2020, non posso avvicinarmi a quella casa perché uno degli inquilini, da una stanza che aveva in affitto, si è impossessato di entrambi gli appartamenti: del primo, facendo fuggire le sue inquiline e cambiando la serratura, del secondo, distruggendolo pian piano e minacciandoci se ci avviciniamo. Procediamo con ordine.
Pagamento delle prime due mensilità
Dopo aver pagato 2 mensilità, l’inquilino smette di pagare – è dicembre 2018. Entrambe le sue coinquiline disdicono il contratto prima della sua scadenza naturale e intanto iniziamo a notare che l’inquilino raramente è sobrio.
le prime dichiarazioni del’inquilino
Dichiara di aver perso il lavoro, che è solo un momento di difficoltà temporanea, che a breve ricomincerà a pagare.
le prime azioni
Ad aprile 2019 ci rivolgiamo all’avvocato e iniziano le procedure per avviare lo sfratto.
A maggio 2019, mese in cui sarebbero dovuti iniziare i lavori di ristrutturazione dell’appartamento del piano di sotto, per poi poterci noi andare a vivere in pianta stabile, inizia l’inferno.
i primi segnali preoccupanti
Un’inquilina chiama il mio ragazzo chiedendogli di andare a verificare il funzionamento della caldaia. Mentre loro sono in soffitta a capire qual è il problema, sale anche l’inquilino, visibilmente ubriaco, e lo minaccia di ucciderlo con una coltellata nel petto se fosse entrato ancora in quella casa. Lui se ne va e chiama il 112, che non interviene perché ormai non c’è più pericolo imminente. Si può solo fare denuncia, ma i carabinieri a cui ci rivolgiamo, che già conoscono l’individuo, sminuiscono l’accaduto.
Da quel momento, anche la seconda inquilina, che aveva assistito alla scena, si dichiara impaurita e lascia la casa.
altri segnali preoccupanti
A settembre 2019 scade il contratto e l’inquilino, ormai solo in casa, cambia la serratura del piano di sopra, impedendoci l’accesso (in soffitta e nelle due camere vuote abbiamo cose nostre di cui non possiamo rientrare in possesso) e impedendoci di affittare le due camere rimaste vuote e che lui mai ha avuto in affitto. Per sigillarci fuori anche dal nostro appartamento, quello al piano di sotto, mette della colla liquida nella serratura del cancellino, delle porte dell’appartamento, sia frontale che sul retro, e della basculante del garage, chiaramente scavalcando le recinzioni che dividono i due appartamenti ed entrano quindi nella nostra proprietà.
altri segnali preoccupanti
Rintraccia mio suocero e inizia a chiamarlo ossessivamente. Chiama anche il mio compagno, minacciandolo di perseguitare i suoi parenti e in particolare suo padre, se non gli avessimo lasciato la casa (…).
l’ìter legale
Nel frattempo, l’udienza di convalida di sfratto è rinviata da settembre a novembre e poi da novembre a gennaio, per vizi di notifica – l’inquilino non ritira la posta e dà indicazioni al portiere del suo vecchio appartamento, dove ha la residenza ma da cui è stato sfrattato da anni, di non firmare per ricevere comunicazioni sue. In Italia, a quanto pare, tanto basta per rimandare i processi.
altri segnali preoccupanti
Lui, nel frattempo, sa esattamente quando è l’udienza perché lo scrive sui muri del nostro appartamento, violando nuovamente la nostra proprietà e imbrattando citofoni, contatori, colonnine in marmo, muri e cassette della posta. Nonostante ciò, si deve fingere che non sappia la data dell’udienza e quindi la si deve rimandare.
altri segnali preoccupanti
A gennaio 2020, pochi giorni prima dell’udienza, scavalca nuovamente la recinzione, armato di martello e inizia a martellare prima la porta sul retro, poi quella frontale, sfondandola e rompendola in numerosi punti. Avvisati da una notifica delle telecamere di sicurezza, acquistate ed installate esclusivamente per i comportamenti di questa persona, chiamiamo il 112 e ci precipitiamo sul posto, lui vedendo il mio compagno gli corre incontro col martello urlando che l’avrebbe ucciso. Fortunatamente il mio compagno è ancora fuori dall’abitazione e grazie alla cancellata che li divide, la scampa.
Arrivano la polizia, l’ambulanza, l’automedica e l’inquilino viene portato in ospedale in trattamento sanitario obbligatorio, non prima di aver urlato ancora, davanti a medici, soccorritori e carabinieri, che avrebbe ucciso il mio compagno.
l’ìter legale
All’udienza di sfratto si presenta la sorella, che chiede un rinvio in quanto il fratello è in ospedale, e dice che lui “è sempre stato così” e che è stato sfrattato da tutti gli appartamenti in cui è vissuto. L’unico modo per evitare un nuovo rinvio, secondo il giudice, è trovare un accordo: noi gli concediamo più giorni dei 30 dovuti per lasciare l’appartamento, loro lo lasciano in modo bonario, senza che sia necessario il ricorso all’ufficiale giudiziario. La sorella si prende la responsabilità di svuotare personalmente l’appartamento entro il 29 febbraio, data ultima concessa dal giudice.
altri segnali preoccupanti
Da quel momento la sorella si fa evasiva fino a bloccare le nostre telefonate e intanto, 10 giorni dopo averci sfondato la porta a martellate, il nostro ospite rientra in casa come se nulla fosse e inaugura il ritorno entrando nuovamente nel nostro giardino scavalcando le recinzioni.
altri segnali preoccupanti
Da quel momento per ben 6 mesi cede una stanza dell’appartamento ad un senzatetto che vive lì in pianta stabile, ha le chiavi di casa e si intesta pure le utenze, che erano intestate a noi e che abbiamo dovuto disdire dopo che sono iniziate ad arrivare bollette da €700 per volta, che non potevamo pagare. Anche il senzatetto, insieme all’inquilino, inizia ad entrare anche nella proprietà del piano di sotto: ormai è tutto loro.
altri segnali preoccupanti
La volta successiva che siamo passati di lì a controllare la casa, l’inquilino si è affacciato al balcone con un’ascia minacciando di ucciderci se non ce ne fossimo andati.
Arriva il coronavirus
Intanto arriva il coronavirus e il governo inizia a bloccare continuamente l’esecuzione dello sfratto. Attenzione: non gli sfratti, che si possono ancora ottenere, ma l’esecuzione di essi, cioè l’esecuzione di una sentenza già regolarmente emessa da un giudice.
l’ìter legale
A settembre 2020 finalmente ha luogo, dopo 4 rinvii, la mediazione obbligatoria che precede l’udienza civile per il recupero del credito.
altri segnali preoccupanti
Il mediatore ne dichiara il fallimento per le continue bugie e il comportamento aggressivo dell’inquilino che inizia già in quella sede a minacciarci e che quando nel pomeriggio arriva a casa scavalca nuovamente la cancellata, entra in casa nostra, rimuove le telecamere di sicurezza, le getta dall’altro lato della strada e inizia a distruggere il giardino, sollevando di peso scansie e tavoli e scagliandoli lontano furiosamente. Posiziona poi una scansia davanti al nostro cancellino per impedirci, per l’ennesima volta, l’ingresso nella nostra proprietà – non che abbiamo più molta voglia di andarci, in quella casa. Arrivano 3 pattuglie della polizia, davanti a cui lui continua con le minacce (“ricomincio a drogarmi e poi lo uccido” – “io starò male ora ma tu starai male per sempre, la pagherai per sempre”). Ma dopo breve se ne vanno dicendo di non poter fare nulla in quel momento, lasciando in casa questa persone che continua ad aggredirci verbalmente dal balcone e che prova pure a tirarci addosso un fioriera. Ci suggeriscono di andarcene da lì – casa nostra – e di fare denuncia il giorno dopo, come sempre. La sera ci rechiamo davanti a casa per cercare le telecamere di sicurezza, l’inquilino si affaccia, ci minaccia nuovamente di ucciderci e chiede poi 30 000 euro per lasciare la casa così come l’ha trovata.
la disperazione dei proprietari
Al momento, io vivo ospite dei miei genitori e il mio compagno vive dove può, a volte da amici, a volte da parenti, qualche volta su una brandina in ufficio. Ci stanno tenendo fuori da casa nostra a suon di minacce di morte e nessuno sembra essere in grado o avere la volontà di intervenire. Le denunce per infinite violazione di domicilio, infinite minacce di morte, danneggiamento della proprietà, minacce armate, imbrattamento, estorsione, stalking non hanno ad oggi avuto alcun riscontro. In tutte è stato chiesto l’allontanamento di questa persona, per la nostra sicurezza. I carabinieri sostengono non ci siano gli estremi, il prefetto ci tranquillizza dicendo che la situazione è strettamente monitorata, col pm risulta difficile parlare, e tutti ci dicono di procedere con lo sfratto, che è la soluzione più veloce, più semplice, più “normale”. Non sanno che gli sfratti, che già normalmente richiedono anni, sono stati sistematicamente bloccati dal governo, in tutela di un supposto diritto di avere una casa che l’inquilino ha sempre, a prescindere.
Al momento, siamo noi a non avere una casa, ma paghiamo mutuo, IMU, tari e fino a poco fa le bollette di un criminale. Non possiamo fare progetti, abbiamo un contratto per la ristrutturazione firmato, con acconti pagati, ma bloccato. Abbiamo acquistato una cucina che non possono consegnare. Non possiamo sposarci, mettere su famiglia, nemmeno fare progetti a breve termine e siamo costretti a vivere attaccati al cellulare per controllare le notifiche del sistema di sorveglianza in attesa della prossima violazione di domicilio, della prossima distruzione di proprietà, o magari di un incendio definitivo, questa volta. Ci dicono di non avvicinarci a casa nostra, per la nostra sicurezza. Ma che ne dite, invece, di allontanare lui?
il blocco dell’esecuzione dello sfratto
Il governo ha bloccato l’esecuzione di questo sfratto: un truffatore
che vive sistematicamente in questo modo,
che non paga l’affitto da dicembre 2018,
che ha un contratto scaduto da settembre 2019,
che ha una sentenza di sfratto da gennaio 2019,
che ci ha rubato due appartamenti e
che minaccia di ucciderci, mettendo spesso in atto le minacce che fa. Ma
che per 30 000 euro sarebbe disposto ad andarsene domani mattina.
“Eh ma c’è il covid”. Già.
La soluzione
La locazione di un immobile è un contratto rischioso che richiede una attenzione continua
- alle persone coinvolte (locatore, conduttore, garanti, professionisti),
- all’immobile (stato ed uso),
- alla legge (contratto, verbali, moduli),
- alle azioni (usi e procedure),
- ai pagamenti (canone, spese, deposito cauzionale, garanzie, assicurazioni).
E’ evidente che risulta indispensabile
gestire la locazione in maniera completa e professionale affidandosi a
professionisti specializzati e associandosi a Confedilizia.
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