Presentazione
Ho 74 anni, vivo da solo ed ho una pensione di 515 mensili. Sono proprietario di un locale commerciale ereditato dai miei genitori affittato ad una pasticceria del centro città a 277 mensili. Non ho mai avuto per anni difficoltà: non ho particolari esigenze, non ho bisogno di vacanze né di inserire nel menu caviale, salmone norvegese o la più banale e borghese bistecca. La mia spesa alimentare, a cui si accorpa quanto necessario per igiene e pulizia della casa, oscilla tra gli 80/100 mensili, anche perché, non per necessità per pura annosa abitudine, mangio solo una volta al giorno, la sera. Non essendo mai riuscito a pagare l’IRPEF su quell’affitto, ho da anni atteso l’accertamento dell’A.E. e la successiva cartella esattoriale da rateizzare comodamente, anche se l’importo era stato notevolmente maggiorato per sanzioni, ecc. Tertium non datur. Ma me la sono sempre cavata senza problemi.
inquilini problematici
I miei inquilini, già problematici anche in tempo pre-virus (hanno accumulato ad oggi un debito di spese condominiali non pagate di 4.600, con la spada di Damocle di un decreto ingiuntivo, a cui non sarei certo in grado di far fronte, sulla mia testa, non la loro), da marzo compreso hanno interrotto il pagamento dell’affitto, e nonostante i numerosi inviti a contattarmi, comunicando che sarei stato disposto ad abbuonargli i tre mesi di lock-down, hanno opposto un muro di silenzio, al telefono risponde solo una segreteria telefonica, nessun riscontro a sms o raccomandate, latitanza completa.
lo sfogo
E’ luogo comune che l’italiano si lamenta sempre e comunque, ma con questa desidero documentare uno degli effetti del blocco degli sfratti, con un bilancino domestico che ho riassunto a fine agosto (dal quale mi è sfuggita la TARI e forse qualcos’altro più fuori dall’ottica quotidiana). E non ho risparmi accantonati che possano far fronte ad una situazione oggettiva che si profila sine-die. Il mio ménage da anni navigava isenza problemi nella calma piatta d’una routine mensile. Il Governo ha disposto bonus vari, quasi una barzelletta il bonus-monopattino o bicicletta (a cui attingono tanti che la bicicletta già l’avevano, magari anche due, ne ho conosciuti di persona un paio, miei vicini). Altre situazioni sono state totalmente trascurate. Con il blocco degli sfratti si sta aiutando alcuni a scapito di altri, uguale a far beneficenza con le tasche altrui, come del resto “aiutò” commercianti ed artigiani a marzo, anziché con contributi a fondo perduto direttamente sui conti correnti come in tutti gli altri Paesi, anche quelli con economie non proprio floride, indicando loro di chiedere prestiti in banca.. – Quanto si rileva dal mio allegato, in cui non è contemplato nemmeno un euro per mangiare. non rappresenta certo un lamentarsi per abitudine. E non credo di essere l’unico in questo stato; non si tratta di visione psicologica di bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto: qui non c’è proprio neppure il bicchiere. Non tutti posseggono mezze dozzine di negozi, i cui canoni percepiti da conduttori che ne abbiano la possibilità possano alleviare la “sofferenza” di qualche morosità, anche per mancanza di liquidità, a lungo termine. E, purtroppo, mal comune non è per nulla mezzo gaudio. La situazione è tuttora uguale ai sette mesi precedenti e non ho santi a cui votarmi.
Il Governo, anche oggi dopo al recente DPCM, dispone “ristori”, indennizzi, aiuti alle categorie che ha obbligato a chiudere, ma nessuno strumento esiste per chi, come me e sono certo moltissimi altri che con un affitto ci vivono (meglio dire “ci vivevano”), è vittima conseguente di questa situazione. Finiti come la proverbiale spazzatura sotto al tappeto. E, oltre al danno la beffa, con la dichiarazione dei redditi 2021 dovranno dichiarare, con relativa imposizione IRPEF, un intero anno di mensilità d’affitto…in realtà mai percepiti e (per fare una battuta, una oggettiva dichiarazione mendace!). Non so proprio come andrà a finire questa storia che mi sta rovinando l’esistenza.
La soluzione
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